La nostra storia

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La nostra storia

Il ritorno alle origini e la motivazione della sua nascita

Nel ormai lontano 1989, nasceva l'idea di questo centro, con lo scopo fondamentale di strappare le persone sole dalla loro solitudine ed avvicinarle tra loro, creando delle at­tività culturali e ricreative.

Corre l'anno 1989 Caravino, in seguito alla crisi amministrativa dell'anno precedente, conclusasi con la revoca del sindaco, si torna alla normalità dopo il nuovo assetto am­ministrativo.

il nuovo consiglio elegge il sindaco Enrico Lorenzo e cosi riprendono tutte le attività del comune.

Dai primi contatti avuti con il sindaco, nasce la volontà di istituire un centro d'in­contro

Ogni nostro incontro, essendo io amico sovente mi esponeva i problemi locali e in uno di questi mi confidava, quello che da qualche tempo lui pensava di proporre al paese. Nell'agosto '89 si prende accordo di costituire un direttivo e di stendere lo statuto e di informarsi delle condizioni fiscali e tributarie.

A questo mio interessamento il sindaco con molta sollecitudine mi convoca per darmi con chiarezza tutta le dovute delucidazioni del caso.

Nell'incontro emerge la disponibilità da parte dell'amministrazione di operare, per la rea­lizzazione del centro, dando concessione in comodato d'uso dei locali del comune a piano terra e l’esenzione delle tasse comunali.

Io come interlocutore affermai la mia disponibilità impegnandomi a ricercare collaboratori per istituire questo centro.

Ai primi di aprile del 1990, si è costituito il Direttivo del centro le ricerche non sono state facili,molte persone interpellate, non si sentivano di impegnarsi a questo scopo , la ricerca durò giorni.

Bisognava pure attrezzare il locale con delle sedie, tavolini, come pure il frigo per le bevande e la macchina per il caffè. Sapevamo che con la chiusura del circolo E.N.A.L., sedie e tavolini erano immagazzina­te nella nostra parrocchia.

Abbiamo richiesto al parroco Don Ravaschietto, se era possibile l'utilizzo delle sedie e tavolini, allo scopo di arredare il locale. Lui gentilmente c'è li ha concessi. Il frigorifero e la macchina del caffè, sono state affittate da una ditta di Biella.

Ora dovevamo presentare domanda al Comune, affinché rilasciasse l'autorizzazione in comodato d'uso del locale.

Avuta l'autorizzazione, il Direttivo , in seduta 11 aprile 1990 , delibera di iniziare l'attività con l'apertura in data 24 aprile 1990.

Molti anziani frequentarono il centro. Fu dato inizio al tesseramento con dei risultati che superarono ben oltre le nostre previsioni. Raggiungemmo la quota di 143 unità. In considerazione delle molte adesioni il Direttivo si è impegnato ad elaborare un pro­gramma di massima, come gite, pranzi e creare motivi di incontro. Inoltre è stato deci­so di dare al Centro la sua bandiera, a dimostrazione di una istituzione operante in Caravino.

A questo punto un riassunto si deve fare.

Da nove mesi era iniziato il dialogo, con incontri, proposte e pareri a non finire, per la buona riuscita finale. Con molta tenacia e una grande volontà, e con l’ aiuto di tutti siamo riusciti a superare tutte le difficoltà.

Questa è un po' la cronistoria dal  gennaio 1990  ad aprile 1991.

Siamo circa ad un anno dall'inizio dell'attività del Centro e constatiamo di aver ottenuto ottimi risulta­ti, sia economici che di partecipazione. Molte frequenze nel locale, con commenti positivi da parte di molti soci. Non sono però mancate anche le critiche, per fortuna poche. Siamo stati oggetto di incomprensioni da certe male lin­gue che ci hanno destato delle perplessità, come pure denuncie alle forze dell'ordine per motivi stupidi (cioè aver dato un sacchetto di patatine frit­te a due nipotini accompagnati dai loro nonni al ritorno dall'asilo). Questo atto non è lecito, secondo la legge che regolamenta i circoli. Il  primo rinfresco del Natale 1990 offerto dal Centro ai soci, non si sarebbe dovu­to fare a causa della denuncia falsa fatta alle autorità.
Con il Comune, sorge il problema del locale , sul fatto che:
essendo il locale del Centro, ubicato nell'ingresso del palazzo Comunale  e che nel giorno di sabato il Comune rimane chiuso,, il sindaco con un'ordinanza imponeva quindi anche la chiusura del Centro nella giornata del sabato (sindaco BOCCHIETTI).

La prote­sta dei soci è stata immediata, ed il sindaco si è visto costretto a convoca­re il consiglio comunale per valutare le eventuali alternative.

Dopo pochi giorni ci si trova in consiglio comunale. La discussione è stata animata e non trovando accordi compatibili tra i due enti, il Sindaco ci propone la seguente soluzione: se il Direttivo del Centro ritiene di suo gradimento i locali di via Castellazzo nr. 1, il Comune si im­pegnava a ristrutturare i locali e renderli idonei all'uso. Il Direttivo del Centro, accetta con soddisfazione la proposta e subito il Comune si im­pegna a redigere il progetto di ristrutturazione, risolvendo così in modo definitivo il problema. I soci del Centro sono soddisfatti anche loro, poichè  l'amministrazione comunale si è dimostrata sensibile e dispo­nibile. Quindi il Direttivo prende atto della concessione eD apprezza lo sforzo del Comune con molta stima.
(Con il contributo dato al comune dalla provincia di Torino tramite l'assessore Luigi RICCA).

Quanto sopra, è stato estratto dal nostro giornale il “Suck” e le parole sono del compianto presidente Minot

La foto è di Rino Banda e mostra l'ingresso al CENTRO.



 
 
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